Milano accoglie il debutto di BEBY.BEST Società Benefit che unisce moda circolare, arte contemporanea e impatto sociale. Abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra “RI-VESTIRE” e di scoprire in anteprima la capsule collection KAI/ZEN all’interno degli spazi della ESH Gallery in Via Santa Marta 10.
Un ecosistema circolare tra rigenerazione e impatto sociale
L’acronimo che dà il nome alla realtà milanese racchiude una promessa chiara: Better Environment. Better You. L’obiettivo non è semplicemente promuovere il riuso, ma dare nuova dignità, valore culturale e sociale ad un capo dismesso.
Come spiega la co-founder Irene Montone:
“Crediamo in un mondo che acquista meno, meglio e in modo più responsabile, senza rinunciare alla creatività, all’espressione personale e all’unicità”.
Il modello di BEBY.BEST parte dalla raccolta a domicilio grazie al servizio pick up B.Good, affiancato dalle BEBY.Experience (percorsi di consulenza per riorganizzare in modo consapevole il proprio armadio). Una volta raccolti, i capi seguono due strade: una parte viene destinata a donazioni e realtà non profit, mentre l’altra entra in una filiera di rigenerazione affidata a sartorie sociali ed enti del terzo settore.
L’impatto sociale è infatti parte integrante del progetto aziendale, come sottolinea la co-founder Angelica Velati:
“Vogliamo dimostrare che unire recupero, donazione di abiti e inclusione lavorativa alla qualità estetica permette di strutturare un modello produttivo nativamente sostenibile, capace di generare un impatto reale”.
La capsule collection KAI/ZEN: l’incontro con Mauro Bellucci e Just4Love
Il debutto milanese vede la moda fondersi con l’arte contemporanea attraverso la capsule collection KAI/ZEN. Per questo lancio, BEBY.BEST ha coinvolto l’artista Mauro Bellucci, maestro della calligrafia classica dell’Estremo Oriente, noto per l’uso dell’inchiostro sumi e collage in carta nepalese, la cui ricerca valorizza da sempre i materiali recuperati.

Il linguaggio visivo di Bellucci è stato reinterpretato e trasferito sui capi tessili rigenerati attraverso le stampe serigrafiche realizzate a mano dallo studio creativo Just4Love, trasformando ogni abito dismesso in un’opera d’arte indossabile.

Incontrare le fondatrici di BEBY.BEST ci ha fatto capire quanto sia fondamentale dare un volto a chi guida un progetto etico. Sono infatti loro, in prima persona, a curare persino il pick-up degli abiti. È quello che comunemente si definisce “metterci la faccia”, ed è tutt’altro che banale.
In un’epoca in cui si urla sempre più forte per farsi sentire — spesso protetti da uno schermo — Angelica e Irene hanno scelto di esserci davvero. Un approccio che riteniamo vincente, perché capace di intrecciare profonda umanità, sostenibilità ambientale e impatto sociale tangibile.






