MANIFESTO
Perché il blog: Il nostro Manifesto
eco-à-porter è nato da un’idea e da una necessità profonda della sua fondatrice, Barbara Chiodi: creare uno spazio indipendente e trasparente per raccontare la moda sostenibile e l’artigianato etico prima ancora che diventassero un trend di massa. Questa pagina custodisce le nostre radici e la visione con cui continuiamo a guardare al futuro.

ORIGINE
Il Manifesto Originario (di Barbara Chiodi)
“Ho aperto questo blog per parlare di moda in modo diverso. Volevo dimostrare che lo stile e l’eleganza non devono necessariamente pesare sul futuro del pianeta e sulla vita delle persone. In un sistema dominato dai ritmi frenetici del fast fashion, eco-à-porter è nato per essere una stanza lenta: un luogo di approfondimento, di storie non filtrate e di valorizzazione del vero ‘saper fare’ artigianale e sostenibile. Otto anni di interviste, ricerche e divulgazione hanno dimostrato che una community consapevole esiste, è esigente e merita risposte oneste”.

UN NUOVO CAPITOLO
La moda circolare oggi (di Andrea Legranzini)
Se la promessa di trasparenza da cui è nato eco-à-porter è la nostra radice, la complessità e la pericolosità del fashion system attuale è la sfida quotidiana che ho scelto di raccogliere.
Oggi il mondo della moda si trova a un bivio storico. Se anni fa la scommessa era far conoscere l’esistenza di un’alternativa ecologica, oggi la vera urgenza è difenderla. Ci muoviamo in un mercato saturo di informazioni ma spesso nebuloso, dove i confini tra la reale responsabilità socio-ambientale e le sofisticate strategie di marketing si fanno sempre più sottili e difficili da decifrare.
Per questo motivo, la mia intenzione non è solo conservare la straordinaria eredità di questo blog, ma farla evolvere. Ho vissuto la moda da molteplici prospettive — lavorando negli uffici stampa, nelle pubbliche relazioni, nel visual merchandising e nella comunicazione digitale — e ne conosco dall’interno tanto i punti di forza quanto le grandi contraddizioni. Alla solida formazione tecnica unisco una viscerale passione personale per il vintage e il second hand, che considero la forma più pura, affascinante e democratica di economia circolare.
Il nostro ‘perché’, oggi, si focalizza su tre pilastri fondamentali:
● Una bussola contro il Greenwashing: Vi racconteremo storie, notizie e approfondimenti chiari per aiutarvi a districarvi nel complicato mercato dell’eco-fashion, imparando a valutare i materiali innovativi e a pretendere la vera trasparenza dalle aziende.
● Centralità alla Moda Circolare: Crediamo fermamente che il futuro del settore non risieda solo nel produrre meglio, ma nel rigenerare e valorizzare ciò che esiste già. Esploreremo a fondo il mondo dell’usato d’autore, dell’upcycling e dei nuovi modelli industriali circolari: dare una seconda vita ai materiali non è una moda passeggera, è la sfida più urgente del nostro tempo.
● Un megafono per il talento etico: Lo showroom virtuale del blog continuerà a essere una vetrina aperta per intervistare e dare voce a brand emergenti, designer e artigiani che hanno il coraggio di riscrivere le regole del gioco mettendo al centro il pianeta e i diritti dei lavoratori.
Il cuore di eco-à-porter resta lo stesso, ma lo sguardo si allarga. Vogliamo continuare a essere il vostro punto di riferimento per una moda consapevole: un luogo dove l’etica non rinuncia mai all’eleganza, e dove ogni scelta d’acquisto diventa un piccolo atto di rispetto per il futuro.
Il nostro impegno
Materiali responsabili
Selezioniamo tessuti e filiere che riducono l'impatto ambientale.
Stile senza tempo
Idee e consigli per un guardaroba durevole, oltre le mode passeggere.
Trasparenza
Raccontiamo storie vere di brand, artigiani e community responsabili.