Next Vintage 2026: l’archivio si fa futuro

Stender di abiti e camicie vintage colorate esposti nelle sale affrescate del Castello di Belgioioso per Next Vintage

Dal 16 al 19 ottobre 2026, il Castello di Belgioioso (Pavia) ospita una nuova edizione di Next Vintage, la rassegna dedicata all’abbigliamento e agli accessori d’epoca: con 60 espositori selezionati, la manifestazione si conferma un punto di riferimento per chi si occupa di ricerca d’archivio e consumo sostenibile nel settore moda.

Manichino con giacca in pelle vintage e stender di cappotti e completi sartoriali al Castello di Belgioioso per Next Vintage - Foto Andrea Lavaria
Stand espositivo con capispalla, giacche in pelle d’epoca e sartorialità vintage nelle sale del Castello di Belgioioso. Ph. Andrea Lavaria.

Scegliere capi vintage e second hand permette di interrompere la catena dello smaltimento precoce. Invece di alimentare la continua richiesta di nuovi filati, il riuso valorizza il patrimonio tessile esistente, traducendo i principi dell’economia circolare in una scelta quotidiana di stile.

Le tendenze in fiera tra storia e stile

A differenza delle riedizioni contemporanee, l’esposizione di Belgioioso presenta capi d’epoca originali che riflettono la sartorialità e le tecniche di lavorazione dei vari periodi storici.

Per l’edizione autunnale, la selezione degli espositori si concentra su una varietà di stili e strutture tessili. Tra i capispalla emergono i cappotti in lana e cammello dalle linee ampie e gli shearling d’epoca. Ampio spazio è dedicato anche alla materia e alla decorazione, con capi in broccato, damascato, jacquard e motivi paisley che mostrano la complessità delle trame del passato.

Dettaglio di un abito d'epoca in broccato jacquard lavorato a Next Vintage - Foto Andrea Lavaria
Primo piano sulla sartorialità d’archivio: abito vintage in tessuto broccato a motivi floreali. Ph. Andrea Lavaria.

La proposta spazia dalle linee fluide e leggere in seta degli anni Venti alle strutture in velluto e pizzo di gusto vittoriano. A queste si affiancano l’essenzialità del minimalismo anni Novanta — caratterizzato da slip dress, capi in pelle e tagli puliti — e richiami al romanticismo di matrice boho, con bluse ricamate e tessuti morbidi.

Dettaglio macro di tessuti d'epoca in pizzo bianco e lino con ricami floreali in stile boho chic - Foto Laura Adai
Suggestioni boho e romanticismo d’archivio: dettaglio macro di pizzi, lino grezzo e ricami floreali. Ph. Laura Adai.

La mostra collaterale “Il guardaroba proibito”

La novità di quest’anno è la mostra collaterale intitolata “Il guardaroba proibito. Pizzi, seta e corsetteria: l’archivio segreto dell’eleganza”.

Primo piano macro del bordo in pizzo di un capo d'intimo d'epoca della mostra Il guardaroba proibito a Next Vintage - Foto Karina Syrotiuk
Particolare di pizzo e finiture sartoriali d’intimo d’epoca, protagonista della mostra “Il guardaroba proibito”. Ph. Karina Syrotiuk.

L’esposizione ripercorre un secolo di storia della corsetteria e della biancheria intima — tra cui sottovesti, guêpière e reggiseni — analizzando come questi elementi abbiano definito la silhouette e la costruzione degli abiti nel corso del Novecento, muovendosi tra sfera privata e intimo quotidiano.

L’intimo come statement piece contemporaneo

A partire dalle suggestioni della mostra collaterale e dalle tendenze che attraversano la moda contemporanea, emerge una riflessione sul modo in cui rileggiamo la storia del costume. Negli ultimi tempi assistiamo a un’evoluzione creativa nell’interpretazione del layering: sottovesti di seta, corsetti, bustier e top vengono sempre più spesso sovrapposti a jeans destrutturati, pantaloni sartoriali o camicie maschili oversize.

Esempi di layering contemporaneo con sottoveste di seta in pizzo vintage sovrapposta a maglione oversize e jeans
Il layering contemporaneo reinterpreta l’intimo: sottovesti in seta e pizzo abbinate a maglieria oversize e denim.

Ciò che un tempo era concepito per non essere esibito diventa oggi uno statement piece portato con disinvoltura. Scegliere capi d’intimo d’epoca per adottare questa pratica di styling aggiunge un ulteriore livello di valore: non si tratta soltanto di seguire un codice visivo di grande attualità, ma di indossare creazioni autentiche, caratterizzate da pizzi raffinati, finiture sartoriali e tessuti nobili spesso introvabili nella produzione contemporanea. L’archivio cessa così di essere un patrimonio statico e diventa uno strumento dinamico per riscoprire e riscrivere la moda di oggi.

Foto di copertina: Andrea Lavaria

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