Più entro in contatto con realtà legate alla moda sostenibile, piccole o grandi esse siano, più mi rendo conto che, oltre a quei criteri imprescindibili per cui un prodotto può essere considerato etico, c’è una peculiarità che lo identifica e identifica il marchio o il designer che c’è dietro: il vissuto.

Per questo a noi di eco-à-porter piacciono così tanto le storie, perché sono quelle che ci raccontano meglio un brand sostenibile: la mamma o la nonna sarte che tramandano a figli/e e nipoti l’arte del fatto a mano, della precisione, del rammendo, l’amore coltivato fin dall’infanzia per la natura e gli animali che portano a fare scelte cruelty-free e rispettose dell’ambiente, un viaggio che fa scoprire antiche tradizioni, tessuti naturali, l’artigianato locale. Il capo o l’accessorio che diventano così espressione di quel vissuto, di quelle esperienze, acquisendo così un valore aggiunto.

Anche Trame di Stile è nato da una storia (e forse non è un caso che ci sia all’interno la parola ‘trame’), quella di un’imprenditrice di successo, Claudia Aureli, dottore commercialista, che dal settore in cui opera, quello alimentare, in cui già applica i principi legati alla cura e al benessere del corpo ovvero ‘ci si cura partendo dal cibo’, si sposta su quello della moda, spinta dal desiderio di esplorare altre modalità di espressione del proprio essere e dei propri punti di vista.

Il logo di Trame di Stile

Così, nel 2017 Claudia, già appassionata di tessuti e filati naturali e interessata alla canapa, mette in contatto un gruppo di persone incontrate casualmente, che investe proprio nella coltivazione di questa pianta in Romagna, con Mauro Vismara, titolare dell’azienda tessile milanese Maeko Tessuti, con il progetto di riportare ai vertici una filiera tutta italiana della canapa. Da cosa nasce cosa e nei tre anni successivi, il progetto legato alla canapa si intreccia con quello della nascita del brand Trame di Stile, con un logo che già condensa in sé lo spirito del marchio: un intreccio di filati nella tonalità del Terra di Siena bruciata, colore che esprime amore e rispetto, oltre che per la Terra come Pianeta, anche per la terra come terreno, fonte di sostentamento e di vita.

Dall’intreccio dei filati, ottenuti con i prodotti della terra, Trame di stile realizza i propri capi; canapa, ortica e cotone biologico sono i materiali attorno cui è costruita la collezione, tessuti vegetali caratterizzati da proprietà traspiranti, antimicrobiche, anti-raggi UV e termo-regolatrici, tinti con tonalità che vanno dai colori tenui e naturali di canapa e ortica all’ocra e indaco, carichi della terra, degli astri, del cosmo, al nero, vigoroso e totale.

Il tutto su linee fluide, che accarezzano gentilmente il corpo, bluse e cardigan morbidi, abiti ampi, pantaloni palazzo, su cui spicca la cura per il dettaglio che si traduce in arricciature delicate, ruche, volant, bande a contrasto come nel blazer doppiopetto in stile marinaro realizzato in canapa (immagine di copertina).

E così Claudia, con il suo brand tutto naturale, ha trovato il modo di esprimere se stessa nel modo in cui desiderava, con abiti che la rispecchiassero, che fossero in linea con i suoi principi e la sua personalità e insieme che avessero la capacità di rievocare quei tempi in cui un abito era per sempre, non si rovinava, non si scoloriva, semmai acquistava ulteriore valore con il passare del tempo.

Un passo indietro che rappresenta in realtà un passo avanti attento e consapevole, segno di stabilità e solidità in tempi che sembrano sempre più precari e fuggevoli. Teniamoci strette le nostre storie, che definiscono il nostro stile.

Tutte le immagini courtesy Trame di Stile

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