L’avevano detto e l’hanno fatto, e pure nei tempi previsti. D’altronde, sono svizzeri!

Parlo del primo zaino circolare di FREITAG, di cui vi avevamo appunto annunciato la produzione l’estate scorsa.

E io che per FREITAG ho un vero debole, non posso non parlarvene, soprattutto ora che è una realtà, in vendita dal 24 aprile scorso sia online che negli store del marchio.

Si chiama Mono[PA6] e quel [PA6] è il materiale, l’unico, utilizzato per la realizzazione dell’intero zaino; si tratta della poliammide 6 o PA6, meglio conosciuta come nylon ma per poterla utilizzare per ogni parte dell’accessorio, è stato necessario reperire un totale di 17 componenti in PA6, tutte con requisiti specifici in quanto a texture e caratteristiche. Eh sì, perché uno zaino è composto, oltre che dal tessuto, anche da zip, tracolle, etichette, cuciture e così via.

Lo zaino Mono[PA6] – foto Elias Bötticher

Come vi avevo già spiegato nell’altro articolo, siccome l’obiettivo di FREITAG era la circolarità, lo zaino doveva essere mono-materiale ma, per esigenze del brand, anche idrorepellente (effettivamente, uno zaino impermeabile fa comodo), ecco allora la collaborazione del marchio svizzero con un partner del settore tessile di Taiwan, con cui ha sviluppato un tessuto innovativo sia idrorepellente sia mono-materiale che ha superato tutti i test.

Il design di Mono[PA6] è stato invece sviluppato con il designer britannico Jeffrey Siu: il design si riallaccia alla cultura delle due ruote, profondamente radicata in FREITAG, e, insieme allo zaino, ecco la musette, una piccola borsa rimovibile, anche lei circolare ovviamente, omaggio a un iconico accessorio del ciclismo.

Lo zaino con la sua musette – foto Oliver Nanzig

Il volume dello zaino può espandersi o ridursi grazie al fondo ripiegato e alla chiusura roll top flessibile; e poi ci sono gli ulteriori scomparti esterni e interni, lo schienale imbottito con scomparto per laptop e altri utili accessori come la tasca ad accesso rapido e un laccetto portachiavi.

FREITAG offre anche un servizio di riparazione su misura ma cosa accade una volta esaurite tutte le opzioni per prolungare la vita del prodotto? Proprio grazie alla loro mono-materialità, gli zaini possono essere riciclati senza dover ricorrere alla dispendiosa separazione dei materiali, tornano cioè a Zurigo attraverso il servizio take-back del brand e da lì vengono indirizzati all’Istituto per la tecnologia dei materiali e la trasformazione delle materie plastiche (IWK) di Rapperswil, non lontano da Zurigo.

Presso questo partner di ricerca e riciclaggio, gli zaini vengono triturati tutti interi fino a diventare granulato PA6, che potrà essere riutilizzato, ad esempio per realizzare nuove componenti di uno zaino.

Il principio della circolarità di Mono[PA6] poggia sulla responsabilità condivisa: funziona solo se la clientela utilizza, cura e mantiene, fa riparare e – aspetto cruciale – alla fine restituisce a FREITAG il suo prodotto. Quindi, consumatore, it’s up to you!

Tenete presente che il primo zaino Mono[PA6] ha avuto un concepimento di oltre tre anni, tra cicli di sviluppo, lunghe fasi di test e laboriosi processi di approvvigionamento, quindi ciò dimostra che ci deve essere una grande volontà da parte di un marchio, e anche investimenti, per trovare e realizzare soluzioni 100% sostenibili.

FREITAG li ha entrambi e perciò non si accontenta: per migliorare ancora l’aspetto circolare, un giorno la nuova famiglia di prodotti dovrà essere realizzata in PA6 riciclato, perché al momento viene in buona parte ancora utilizzato PA6 vergine, ossia un materiale non riciclato. Inoltre, dato che tutto è iniziato con i teloni riciclati dei camion (quelli che personalmente amo di più), l’idea del brand è di lavorare, insieme a partner industriali, allo sviluppo di un materiale circolare per teloni. In modo da dargli, dopo la loro seconda lunga vita nella veste di borse FREITAG, una terza possibilità di vita.

La foto di copertina è di FREITAG

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