Eco-à-porter si prepara ad aprire un nuovo capitolo, e con esso inizia anche il mio personale viaggio nella moda sostenibile e circolare. Ogni grande cambiamento nasce spesso da un momento di svolta: il mio è arrivato quando ho deciso di prendere le distanze da un’esperienza complessa all’interno del fashion system per ritrovare serenità e dare una nuova direzione alla mia passione per il settore moda.
In quei mesi di transizione, avevo iniziato a frequentare un corso di scrittura per il web: volevo incanalare la mia esperienza verso qualcosa di nuovo. Da sempre, infatti, vivo la moda con una doppia anima: da un lato la solida formazione professionale, dall’altro una viscerale passione personale per il vintage e il second hand, che considero le forme più pure, affascinanti e democratiche di moda circolare.
Poi, un giorno, sono approdato per caso su eco-à-porter.
Sono rimasto affascinato fin da subito dalla pulizia, dall’etica e dalla visione di questo magazine. Così, d’impulso, ho cercato la sua fondatrice, Barbara Chiodi, su LinkedIn, chiedendole se potevamo dar vita a una collaborazione, semplicemente come esercizio, per mettermi alla prova. Non solo ho capito che scrivere mi piaceva, ma ho trovato molto di più.
Barbara è stata la mia mentore, la mia tutor in un mondo tutto nuovo. Da quel primo messaggio non ci siamo più persi: siamo diventati amici, ci siamo sostenuti a vicenda nei momenti difficili, condividendo la stessa identica sensibilità per una moda che rispetta il pianeta e le persone.

La storia di un passaggio di consegne: una nuova guida per eco-à-porter
Oggi le priorità e le passioni di Barbara sono cambiate, ed è arrivato per lei il momento di dedicarsi a nuovi progetti. Quando ha deciso di cedere il magazine, non ho avuto dubbi: mi sono fatto avanti.
Se devo essere del tutto onesto, l’entusiasmo e l’eccitazione per questo progetto viaggiano di pari passo con un pizzico di timore. Raccolgo un’eredità importante. Barbara è una persona di immenso talento e competenza, e ha trasformato eco-à-porter in un punto di riferimento per la moda sostenibile.
Ma è proprio il rispetto per il lavoro fatto finora che mi spinge a dare il massimo. La mia intenzione è continuare a percorrere la strada che Barbara ha tracciato, portando nel magazine il mio bagaglio umano e professionale. Negli anni ho vissuto la moda da molteplici prospettive: ho lavorato a stretto contatto con redazioni e stylist negli uffici stampa e nelle pubbliche relazioni, ho curato il visual merchandising e l’immagine per grandi brand e mi sono occupato di comunicazione digitale. Conosco i meccanismi della comunicazione di questo settore, i suoi punti di forza e le sue grandi contraddizioni.
In questa nuova avventura, però, non sarò solo. Nel progetto verrà coinvolto anche Fabio, che condividerà con me la guida di eco-à-porter apportando il suo prezioso contributo: insieme ci occuperemo della ricerca dei brand, delle interviste, degli aspetti commerciali e dei servizi, mentre io potrò dedicarmi con focus e passione per lo più alla scrittura e ai contenuti del sito.
Il futuro della moda sostenibile su eco-à-porter: interviste, vintage e greenwashing
Voglio che questo spazio torni a nuova vita, diventando un faro ancora più forte in un panorama nebuloso come quello della moda etica. Ecco cosa faremo insieme nei prossimi mesi:
Voci ai protagonisti: continueremo a dare spazio a interviste approfondite con brand emergenti, designer e artigiani che stanno riscrivendo le regole del gioco.
Guida contro il Greenwashing: vi racconteremo storie, notizie e approfondimenti chiari per aiutarvi a districarvi nel complicato mercato dell’eco-fashion, imparando a riconoscere i materiali innovativi e la vera trasparenza.
Focus su Vintage, Second Hand e Circolarità: esploreremo a fondo il mondo dell’usato, dell’upcycling e dei modelli circolari. Dare nuova vita a ciò che esiste già non è solo un trend, è la sfida più urgente del nostro tempo.
Questo è l’inizio di un nuovo capitolo. eco-à-porter riparte da qui: dalla continuità con i valori di sempre, ma pronto ad accogliere nuove sfide. Spero che avrete voglia di camminare al nostro fianco in questo viaggio.
Andrea
È tempo di lasciare andare, restando
Non la terrò lunga, né mi lascerò andare a commiati stucchevoli. Anche perché, forse, questo non è propriamente un commiato ma un accompagnamento. Sì, come si fa con la propria creatura quando le si è dato tutto ciò che le si poteva dare e lei lo ha dato a te. E, semplicemente, la si lascia andare, sicuri che sarà in buone mani e che, se avrà bisogno, si sarà ancora presenti.

Così accompagno eco-à-porter e lo lascio andare. Il blog, nato a fine novembre 2017 ma concepito molti anni prima, è oggi pronto a camminare da solo e a farlo in modo nuovo grazie ad Andrea, che ne ha voluto fortemente la direzione e la proprietà. Questi quasi dieci anni non sono stati semplici. La vita, a tratti, ha colpito duro proprio mentre cercavo di dare continuità a questo progetto. Eppure, nonostante tutto, eco-à-porter ha trovato la sua forma.
Ha costruito una piccola grande community di lettori fedeli, che non ha mai smesso di esserci e di sostenerlo. Una community che ha reso questo progetto qualcosa di vivo.
Eco-à-porter ha lasciato un segno verde, fatto di storie e testimonianze di chi la moda sostenibile la vive davvero, spesso con fatica e spesso proprio per questo costretto ad abbandonare marchi, negozi, laboratori…sogni.
Anch’io, oggi, lascio. Ma continuo a portare con me questa convinzione che mi ha accompagnata fin dall’inizio: contribuire, anche solo in piccola parte, a una moda più etica e responsabile. Come il colibrì che, trasportando una goccia alla volta per spegnere l’incendio della foresta, risponde al leone che lo deride: “Io faccio la mia parte”.
Continuiamo a fare la nostra parte.
Barbara
PS: in ultimo ma non come importanza, desidero ringraziare i collaboratori che hanno condiviso questo percorso, contribuendo con il loro lavoro e la loro fiducia alla crescita di eco-à-porter: Andrea Veramonti, Novella Di Paolo, Laura Galloppo, Mariangela Bonesso e…Andrea Legranzini!






