Questo blog è nato per parlare di moda sostenibile nei suoi aspetti più vari ma non nascondo che una delle cose che preferisco è scoprire e poi scrivere di nuovi marchi o di marchi che operano da un po’ nel settore senza però trovare o avere l’opportunità di farsi conoscere a un pubblico più ampio. Mi riferisco soprattutto ai marchi auto-prodotti, piccole realtà dietro cui si nascondono stiliste che sono anche artigiane, perché producono a mano in edizione limitata.
Come Carlotta Fiorini, designer bolognese che nel 2012 ha creato aniMANIli, brand di abbigliamento e accessori che nel nome contiene già le passioni e le componenti della sua vita privata e professionale: gli animali, verso cui prova da sempre una profonda empatia (e come darle torto), l’anima, la loro e la propria, quella che mette anche nelle sue creazioni e, naturalmente, le mani, preziosi strumenti di lavoro.

aniMANIli logo – courtesy of Carlotta Fiorini


Stilista di formazione, con specializzazione nella calzatura ma con una mamma sarta che le fornisce un imprinting già nell’infanzia, Carlotta approda al suo brand dopo alcuni anni trascorsi a progettare scarpe femminili per aziende come Casadei, Diego Dolcini e Gucci e non prima di aver provato, “con infinite difficoltà e forse prematuramente”, come lei stessa ammette, a creare e commercializzare una propria linea di calzature vegane.

aniMANIli capsule collection

Mamma sarta, esperienza nella progettazione stilistica e capacità sartoriali, dunque perché scarpe e non, invece, una linea d’abbigliamento? Detto fatto Carlotta fonda aniMANIli con l’artista Serena Balbo, con cui collabora fruttuosamente per qualche anno, dopodiché Serena prosegue il proprio percorso artistico e Carlotta va avanti con la creazione delle collezioni che nel tempo mantengono invariate determinate caratteristiche come la ricerca stilistica, la realizzazione sartoriale, i dettagli e l’eccellenza delle materie prime ma soprattutto la convinzione che la moda possa e debba assumersi l’impegno di essere anche etica. Quindi, oltre alla totale esclusione di materiali di origine animale, legata anche alla sua ‘fede’ animalista ed ecologista, la designer privilegia tessuti organici a basso impatto ambientale, microfibre innovative e materiali di recupero di pregio che vengono da fine serie e campionari.

aniMANIli capsule collection


L’utilizzo di tessuti ‘recuperati’ permette così di offrire pezzi di alta qualità senza raggiungere costi proibitivi; il fatto a mano, il prodotto artigianale fa già levitare inevitabilmente il prezzo legato alla manodopera e il pubblico spesso non comprende che un capo realizzato completamente a mano ha il proprio costo. È un argomento delicato e di cui forse si parla poco, intendo quello dei costi e di come sia ancora difficile far comprendere alle persone il valore aggiunto che ha un capo artigianale, soprattutto quando è auto-prodotto. Il discorso l’ho affrontato recentemente con altri designer alla fiera ‘Fa’ la cosa giusta!‘, loro stessi mi hanno fatto notare quanto sia ancora arduo trasmettere questo tipo di messaggio al consumatore che vuole il ‘made in Italy’ e materiali di qualità e plaude alla sostenibilità ma poi si lamenta dei costi.
aniMANIli capsule collection – Differenti Fiori

L’amore di Carlotta per la natura, anzi Natura, come lei stessa giustamente la definisce, in tutte le sue forme, prende vita nelle collezioni di aniMANIli, la Natura che è fonte infinita di ispirazione, di emozione, così piena, così ricca, così varia. ‘Differenti Fiori’ è l’ultima capsule collection che parla di romanticismo e rigore, ossimoro stilistico che si traduce in capi che associano delicati motivi floreali dipinti a mano a costruzioni geometriche caratterizzate da pieghe e plissé. E così ecco che la leggerezza di un petalo duetta con la simmetria di una foglia, l’eterea trasparenza di una piuma contrasta con la geometria di un plissé, il tutto su materiali naturali che vanno dal cotone alla viscosa, dal bambù ai filati bio. Protagonista assoluta la Natura, “fine a cui rendere omaggio”.

 

 

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