Eco-à-porter entra per la prima volta nell’universo della moda etica per l’infanzia grazie alla ‘nomination’ di Daniel Tocca, il fondatore di Re-bello che abbiamo intervistato a novembre scorso. Temeva di essere tacciato di nepotismo, Daniel, perché aveva nominato la sorella Elizabeth ma noi lo ringraziamo, appunto, perché Elizabeth è la fondatrice di CORA Happywear, marchio di abbigliamento sostenibile per bambini.

Così abbiamo scoperto un mondo, che pur essendo rivolto ai più piccoli, ha in sostanza alcune delle peculiarità della moda etica per adulti ovvero la ricerca di materiali di qualità che fanno bene alla pelle, prodotti in modo responsabile e con un’attenzione particolare al design. Poi Elizabeth Tocca ci ha raccontato tutto il resto.

Allora Elizabeth, come ho fatto con Daniel e come faccio solitamente con tutti i miei ospiti, ti chiedo prima di tutto di raccontarci come sei arrivata a fondare CORA Happywear, perché a noi di eco-à-porter piacciono le storie.

La nascita della mia prima figlia Leni, ormai 15 anni fa, ha rappresentato l’impulso iniziale; dopo l’arrivo del secondo figlio, il pensiero di avere una mia azienda che avesse un impatto, non solo sulla vita dei miei figli, ma anche sul pianeta nel quale vivono e vivranno anche loro, si è trasformato in realtà. Ho preso ‘CORAggio’ e, lasciato il posto ‘sicuro’ da impiegata, mi sono lanciata nell’avventura ‘startup’. Nel 2014 in Italia eravamo sicuramente pionieri del settore tessile eco-sostenibile; il percorso fino a oggi è stato una montagna russa di piccoli e grandi successi e di piccole e grandi lezioni da imparare.

credits CORA Happywear

Complimenti per il ‘CORAggio’ Elizabeth! Nel sito di Cora ho trovato una parte dedicata ai valori che hanno ispirato la nascita del marchio; me li puoi riassumere, approfondendo soprattutto la parte dedicata alla sostenibilità, che è quella che più ci interessa?

Dopo la nascita dei miei figli mi sono chiesta sempre più spesso quale potesse essere il lavoro con cui avrei potuto investire in modo ottimale il mio tempo facendo del bene a me stessa e dando contemporaneamente un buon esempio ai miei figli e soprattutto pensando al mondo in cui viviamo. Il mondo della moda è un mondo nel quale esprimi la tua personalità come in nessun altro settore, anche se sappiamo purtroppo che è anche uno dei settori più inquinanti del nostro pianeta. Quando una t-shirt costa poco più di un cappuccino, ti rendi conto che c’è qualcosa di profondamente marcio. Così CORA è nata come realtà che veste ed educa già i più piccoli a un’opzione più rispettosa per il pianeta, oltre alle persone coinvolte nel processo produttivo e al proprio corpo. Noi vorremmo cambiare qualcosa. Ma questo non vuole dire che la moda non debba divertire o essere bella. Il nostro obiettivo è combinare comfort con stile ed eco-sostenibilità.

Cora è dedicato soprattutto all’infanzia, non è un settore di cui eco-à-porter ancora si occupa ma c’è sempre una prima volta e chissà che in futuro non dedicheremo anche una rubrica ai baby. Però è interessante indagare e capire cosa c’è alla base di un marchio per l’infanzia che punta alla sostenibilità. Immagino che ci sia innanzitutto una particolare attenzione alla composizione dei materiali, no? E poi?

Come già accennato il materiale è la base. Infatti, CORA happywear produce solo capi che sono a diretto contatto con la pelle. Quindi il primo criterio di scelta è: cosa fa bene e protegge la nostra pelle. Il secondo criterio è la morbidezza e il comfort di un capo fatto con tessuti particolarmente morbidi che apportano diversi benefici alla pelle; il bambù per esempio è termico e ha una protezione UV naturale. Poi c’è la fibra di eucalipto che è altamente traspirante e antibatterica e quindi adatta soprattutto per capi a contatto con le parti più intime del nostro corpo. La fibra di faggio, invece, morbidissima, calda e resistente, la usiamo per fare pantaloni e legging.

Dal sito CORA Happywear

Le materie prime come il bambù, faggio, eucalipto crescono velocemente e in verticale. Inoltre non hanno bisogno di irrigazione artificiale, pesticidi e fertilizzanti quindi non si inquinano le falde acquifere e non viene preso spazio a coltivazioni di cibo. Ancora più importante è la sensibilizzazione e presa di coscienza di noi mamme e papà. Siamo noi educatori la base per le future generazioni. Chi semina bene raccoglie bene.

Parole sante. So che Cora ha anche una linea donna: quali le caratteristiche e lo stile?

La morbidezza che coccola la pelle assicurando libertà di movimento e contribuendo al benessere e al piacere nel sentirsi a proprio agio ogni giorno, ha spinto tante nostre clienti a richiedere una linea anche per loro.  Il nostro stile è uno stile che sottolinea l’aspetto giocoso della vita: semplice, divertente e per tutti i momenti. Diversi look sono disponibili in versione mini-me (look coordinato mamma e figlia).

Credits CORA Happywear

Una curiosità: la vicinanza territoriale all’Austria e alla Germania, dove la cultura legata al rispetto dell’ambiente è più radicata e avanzata, pensi che ti abbia in qualche modo influenzata?

Certamente, culturalmente siamo molto influenzati dal Nord Europa. La nostra funzione da ponte nel settore del tessile eco-sostenibile può essere d’impatto anche per lo sviluppo del settore in Italia. Ma abbiamo ancora tanta strada da fare.

Ne sono consapevole. Ora, come forse già saprai, l’intervista prevede che tu mi nomini il prossimo ospite. Chi sarà e perché?

Io nomino Anna Fiscale, fondatrice di Progetto Quid, per me una donna fantastica, forte e di grande ispirazione per tante donne piccole e grandi in Italia.

Bene, sarà un piacere averla come nostra ospite, conosciamo il suo progetto! Grazie mille Elizabeth, bello avere ospitato anche un marchio per l’infanzia, chissà che non sia un inizio per parlare anche, in futuro, di moda baby!

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