Non posso cominciare questo post senza fare una riflessione che mi viene spontanea; due settimane fa in questi giorni ero a Milano a seguire alcune presentazioni che m’interessavano. Tutto scorreva ancora normale, si stringevano mani, si davano baci e abbracci, i mezzi pubblici erano pieni di gente, così come le vie della città. Poi quel primo caso a Codogno ci ha fatto precipitare tutti nel più completo sgomento e pian piano il Paese si è completamente fermato, così come si sono ridotti i nostri contatti umani e sociali.

E’ con maggiore piacere e impegno quindi che inauguro questo mese di marzo parlando di due presentazioni che ho visto proprio in quei giorni, non solo perché questo è uno degli scopi del blog ma per ricordare a tutti che c’è sempre un prima e un dopo nelle nostre vite e che non dobbiamo permettere alla paura e alla diffidenza di rinchiuderci in noi stessi, isolandoci dal mondo. Prendere sì tutte le dovute precauzioni è giustissimo ma continuiamo a dire sì alla vita e alle cose belle, perché tutto questo passerà e la’ fuori ci sarà sempre un motivo per essere fieri del mondo in cui viviamo.

Cose belle come ad esempio le due presentazioni che sono state, da un lato una conferma e dall’altra una scoperta. La prima è venuta dalla nuova collezione di Tiziano Guardini, uno dei nostri eco-designer preferiti, che seguiamo dall’apertura del blog e che apprezziamo da sempre per il suo impegno totale in una moda cruelty-free e il più possibile rispettosa della Natura.

La vetrina dello store della Kartell con la collezione di Tiziano Guardini

La vetrina dello store della Kartell in via Turati era allestita con le creazioni di Tiziano che, per la nuova stagione autunno/inverno 2020/2021, si è ispirato all’artista Kiki Smith, che negli ultimi 30 anni ha indagato, smembrato e ri-assemblato il tema della natura, con il suo lato magico e femminile. Così come Kiki narra le storie più intime del mondo femminile e di quello animale trasponendole su arazzi, sculture e illustrazioni, Tiziano racconta la parte più primordiale di una donna che viaggia nella propria storia, indossando capi realizzati in tessuti che vivono una seconda vita. Come i jacquard e i check del Lanificio Cerruti, che compongono gonne, pants e blazer, assemblati ai materiali rigenerati di Texmoda, presenti anche nella scorsa collezione del designer.

Coat e abiti realizzati con tessuti di recupero

Torna anche la collaborazione con il nylon rigenerato Econyl di Aquafil che ricordiamo recuperato dalle reti da pesca e altri materiali di riciclo, per i piumini, mentre la maglieria riprende lo slogan ‘Heart needs Earth’, già presente sulle t-shirt realizzate nelle passate collezioni. E ancora, con Vegea, l’azienda che realizza tessuti spalmati provenienti dagli scarti della produzione vinicola italiana, dagli oli vegetali e dal poliestere riciclato, ecco alcuni capospalla.

Il simbolo per eccellenza dello stile di Guardini, il colibrì

Il viaggio di questa donna è poi protetto da animali totem, rappresentati sotto forma di gioielli realizzati in upcycled crystal, cioè cristalli Swarovski da riuso; ci sono volpi, pesci, colibrì, mentre altri gioielli a forma di gargolla, ornamenti applicati a ridosso delle guglie delle cattedrali gotiche per proteggere la natura sacra dell’edificio, sono creati dal designer salentino Gianni De Benedittis.

Ogni capo sarà consegnato con un’etichetta esplicativa inserendo il nome della persona che lo ha realizzato, rispondendo così alla domanda #WhoMadeMyClothes; inoltre, trattandosi collezione fatta con tessuti d’archivio, ogni capo sarà numerato. Bravo Tiziano, complimenti anche stavolta!

Se Tiziano Guardini è stata una conferma, Francesca Marchisio è stata una piacevole scoperta; pur conoscendo già il suo stile e il suo lavoro, non mi era ancora capitato di vedere dal vivo i suoi capi, oltretutto assistendo a una performance all’interno della galleria Marcorossi artecontemporanea.

Alcuni dei capi della nuova collezione di Francesca Marchisio

Francesca Marchisio ha fondato il marchio omonimo nel 2018 con l’obiettivo di combinare pret-à-porter e design industriale in modo da creare abiti che semplificano la vita; per questo al centro c’è il concetto di trasformazione e reversibilità, oltre che di sostenibilità, legata alla collaborazione con fornitori di tessuti selezionati per l’attenzione all’ambiente nei processi di produzione e stampa.

Sullo sfondo delle suggestive lastre di pietra dell’artista catalano Sergi Barnils, le modelle si inter-cambiavano una con l’altra indossando e togliendosi i capi della collezione autunno/inverno 2020/2021 ‘simultaneous contrast’ ovvero contrasti per trovare un equilibrio razionale tra funzionalità ed estetica.

La presentazione/performance all’interno della galleria Marcorossi artecontemporanea

Concetto portante dello stile della Marchisio, questa incessante ricerca di equilibrio incoraggia la combinazione di colori, forme e tessuti, che ben si esprime ad esempio con il trench reversibile SHIFTING che, da un lato esalta le proprietà della lana per una termoregolazione naturale, mentre dall’altro, grazie alla mischia della stessa lana con dettagli in cotone organico tono su tono, conferisce al capo un effetto leggero. Oppure con la giacca da biker BODILY, da una parte lana e dall’altra tessuto tecnico trapuntato.

E ancora, i coat reversibili dalla doppia anima per essere usati in più stagioni, i piumini con l’imbottitura Thermore ricavata dalle bottiglie di plastica riciclate, le gonne in cotone organico o ‘wrap’ in acetato Naia eco-sostenibile e seta organica o realizzate con ritagli di tessuto poi ri-assemblati in un accattivante patchwork.

Allora ecco, Francesca Marchisio e Tiziano Guardini, due eco-designer che combinano etica e couture con creazioni che sono belle da guardare e da indossare. Noi continueremo a seguirli, fatelo anche voi.

Da eco-à-porter, in questo momento difficile non solo per il nostro Paese ma per il mondo intero, un augurio che tutto possa risolversi il prima possibile per poter tornare a godere di tanta bellezza.

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