Non so più a quanti giorni di lockdown siamo arrivati; all’inizio li contavo, devo essere arrivata fino a dieci, poi ho cominciato a lasciare correre, anche perché il conteggio accresceva la mia ansia, quindi mi sono detta “ok, un giorno dopo l’altro, trovando sempre qualcosa di nuovo da fare, senza countdown e calcoli inutili, tanto qui le cose cambiano ogni giorno”.

Devo dire che tanta fonte d’ispirazione l’ho trovata in Instagram, sia perché sono nate una marea di iniziative in streaming come webinar, corsi, interviste, presentazioni, sia per molti altri contenuti creati per coinvolgere le persone e fargli, appunto, passare il tempo dentro casa. Io stessa ho avuto il piacere di fare una piacevole chiacchierata con Sara Francesca Lisot di VIC – Very Important Choice, che ho avuto a mia volta ospite in una delle prime interviste del mese, anzi, se qualcuno si fosse perso l’intervista, potete trovarla integrale sulla pagina Facebook del blog.

E tra le iniziative di Instagram, appunto, mi sono imbattuta nella challenge #tussenkunstenquarantaine, lanciata dall’omonimo profilo olandese, che invitava e invita tuttora le persone a ricreare tra le mura domestiche un quadro con ciò che si ha disposizione lì al momento. Sono nate delle opere davvero sorprendenti, col valore aggiunto di una creatività e originalità sfrenate, proprio perché la gente usa abiti e oggetti che ha in casa, quindi un bell’esempio di riciclo creativo, che a noi piace tanto. Vi invito quindi a visitare la pagina Instagram di Tussenkunstenquarantaine, sono sicura che ne resterete piacevolmente coinvolti e colpiti.

Questa iniziativa mi ha ispirata a tal punto che ne ho lanciata una mia chiamata eco-à-porter challenge, cui in realtà pensavo già da un po’ come nuovo spazio da aprire nel blog, quindi ho pensato che questa poteva essere l’occasione per dare il via a un progetto pilota da ‘testare’ in Instagram e poi eventualmente continuare qui.

Ho invitato i miei follower e lettori a scegliere una fotografia di moda che li ispirasse particolarmente, un’immagine di qualunque epoca e stile, non per forza contemporanea e a reinterpretarla inserendovi un capo o un accessorio eco, sia perché di un marchio etico, sia perché vintage o di seconda mano o riciclato.

Ho rotto il ghiaccio postando una mia interpretazione dell’immagine di una Coco Chanel giovanissima ma già molto stilosa, inserendo un cravattino upcycled di AniMANILI di Carlotta Fiorini, designer bolognese che abbiamo presentato anche nel blog, realizzato con una cravatta vintage di Giorgio Armani:

Poi ho lanciato la challenge ad alcune colleghe blogger, che così hanno prontamente risposto:

Sara Francesca Lisot di VIC, citata prima, ha scelto un’immagine tratta dall’account IG di TWOOBS Footwear e l’ha reinterpretata utilizzando:

  • una giacca sartoriale di Banco Lotto N. 10, brand etico che confeziona all’interno del carcere di Venezia dando così nuove possibilità di lavoro alle detenute. Ricorre spesso a tessuti di rimanenza;
  • un turbante di seta selvaggia colorato con tintura vegetale;
  • i pantaloni di cotone GOTS del brand Eticlò (ospiti anche loro in una delle nostre interviste);
  • spazzola/specchio Tek Brushes & Combs;
  • pashmina I was a Sari;
  • orecchini fatti con la stagnola riciclata dall’uovo di Pasqua artigianale.

Alice Micheli, blogger di mypunkbox, ha scelto un look basico della Levi’s e così descrive la sua scelta: ” La T-shirt bianca è un seconda mano che ho da qualche anno, il jeans invece è di Haikure, brand italiano giovane e eco-friendly, presente quest’anno anche al White Street Market a Milano”.

Laura Galloppo, blogger di Instant Mood, è sempre stata attratta dall’optical black & white e così non ha avuto dubbi scegliendo una foto Sixties e il suo abito Versus second hand acquistato durante un weekend alle terme con amici nel meraviglioso borgo di Pitigliano (in provincia di Grosseto). “Non sapevo, dice, ed è stata una piacevole sorpresa, che in questo piccolo centro storico vi fossero numerosi negozi vintage e allora… esplorando esplorando e dopo aver tirato su la zip, mi sono detta: ‘è lui!’.

Bei lavori, vero? E soprattutto la dimostrazione che tante di noi hanno nel proprio guardaroba, oltre che pezzi di marchi etici, anche capi vintage e di seconda mano, che acquistano un fascino ulteriore se abbinati o valorizzati con determinati accostamenti e/o look.

Ma questo è solo un assaggio. Nei prossimi giorni arriveranno anche le scelte di altre blogger che ho invitato e poi, via via, i lavori di designer, creativi ma anche semplici lettori entusiasti dell’iniziativa, anzi, aspetto anche i vostri, basta che osservate le poche semplici regole menzionate sopra. E chissà che questa challenge non diventi un nuovo spazio fisso del nostro blog.

Non ve l’ho dato un altro bel motivo per #restareacasa? 😉

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