Il mondo della moda etica, a scoprirlo, non è solo ricco di marchi e designer ma anche di associazioni e start up che operano per diffondere idee e pratiche sostenibili, come abbiamo visto ad esempio con Rén Collective. E’ un mondo vivo e attivo, direi in continuo fermento, fatto di giovani e anche giovanissimi che si sentono parte attiva del cambiamento e operano in tal senso.

Oggi ne conosciamo un’altra, di realtà che, partita da un progetto, si è concretizzata in start up entrando a far parte dell’hub di innovazione del gruppo Crédit Agricole ‘Le Village by CA‘, che da Milano ha aperto recentemente una sede a Parma.

Elena Prestigiovanni

Si tratta di ‘Good Sustainable Mood‘ o più in breve ‘Good’ ed è stata fondata nel 2019 dalla parmigiana Elena Prestigiovanni che, dopo anni passati a lavorare come buyer per grandi gruppi di moda, ha intrapreso la strada della sostenibilità aprendo nel 2016 uno dei primi concept store italiani totalmente dedicati alla moda etica. Il passo successivo è stato, l’anno scorso appunto, la presentazione della prima collezione di ‘Good’ cui è seguita l’apertura dell’e-commerce omonimo e l’ingresso nell’ecosistema di ‘Le Village’.

Lo scopo primario di ‘Good’ è quello di ridisegnare la relazione tra consumatore finale e filiera produttiva proponendo un approccio di shopping innovativo e intelligente, orientato verso la ricerca di materiali e metodi produttivi atti a ridurre il più possibile l’impatto ambientale. 

Uno dei materiali di punta di ‘Good’ è sicuramente la fibra di latte con cui sono realizzate le t-shirt in vendita nel sito; ero venuta a conoscenza di questa fibra qualche anno fa quando, per un blog di eco-moda che tenevo su Vogue.it, avevo parlato di Anke Domaske, stilista e microbiologa tedesca fondatrice del brand QMilk, basato proprio sulla lavorazione della caseina, la proteina del latte.

Morbido al tatto grazie proprio alle proteine casearie che nutrono e idratano la pelle, il tessuto ottenuto dal filato di latte si presenta leggero, morbido, scorrevole, fresco e luminoso, oltre a essere stimolante della circolazione sanguigna e antibatterico. E, cosa non secondaria, si inserisce perfettamente in un’ottica di economia circolare, derivando dallo scarto del latte della filiera alimentare.

Le t-shirt in fibra di latte di ‘Good’ sono in vendita in pre-order, ottimo metodo che tanti marchi stanno adottando per evitare inutili sprechi; la produzione si limita agli ordini ricevuti, limitando così la sovrapproduzione di capi e le conseguenti rimanenze. Chiamasi anche ‘shopping intelligente’!

Oltre alla fibra di latte, ‘Good’ ha tra i propri prodotti anche capi realizzati in fibra di Kapok e in cotone Pima; la prima, estratta dai frutti dell’albero di Kapok non coltivato, reperibile nelle aree tropicali, è una fibra funzionale naturale (fibra cava), quindi traspirante all’origine e totalmente biologica in quanto cresce spontaneamente in natura e non è trattata. Il cotone Pima è uno dei cotoni più pregiati al mondo e ha caratteristiche di straordinaria morbidezza, lucentezza e resistenza all’usura e al pilling. Tutti i materiali citati sono certificati GOTS, mentre il packaging di carta è certificato FSC (Forest Stewardship Council, sistema di certificazione forestale) e gli inchiostri vegetali.

Beh, che dire, sembra davvero un buon inizio per questa start up appena nata. Noi facciamo i migliori auguri a Elena e al suo team, che ci siano sempre ‘good’ news per la loro attività e il loro futuro!

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