‘I vestiti raccontano’ in onda su Netflix

Non è da ieri che la moda fa spettacolo, in tutti i sensi. Da sempre il cinema e la televisione si interessano a questo mondo che ha, diciamolo, il suo fascino, anche perché offre infiniti punti di vista da cui guardarlo e raccontarlo.

Documentari su designer, film e serie tv, talent show che, con l’avvento delle piattaforme di streaming, sono diventati sempre più numerosi e diversificati.

Il 1° aprile scorso è uscito su Netflix ‘I vestiti raccontano’ (titolo originale ‘Worn Stories’), docu-mini-serie di otto episodi realizzata dalla piattaforma stessa e tratta dai best seller di Emily Spivack, l’artista e scrittrice americana che dal 2014 raccoglie storie che parlano e celebrano il significato che i vestiti hanno nelle nostre vite.

Spivack ha raccolto in un libro oltre 60 storie, sia di gente famosa, sia di persone comuni che raccontano i propri legami con determinati abiti, dall’ex carcerato che dopo 40 anni di prigione va a comprarsi una camicia a quadri e dice “Vestito così sono un uomo libero” all’adolescente non-binary alla ricerca della mise perfetta per il proprio B’Nai Mitzvah.

La serie di Netflix si concentra solo sulle storie di gente comune e su come in un abito o in un accessorio trovino la propria identità; si tratta di storie e persone diametralmente opposte ma tutte accomunate dal valore che attribuiscono a ciò che indossano, quindi non da un punto di vista di trend o status symbol, non a un capo perché di lusso o di fast fashion ma per l’importanza che riveste per il suo proprietario e che viene perciò conservato per sempre nell’armadio.

E’ un po’ il concetto di ‘I vestiti amati durano a lungo‘, il libro di Orsola de Castro di cui ho parlato recentemente e in generale l’idea dell’abito come casa, in cui decidiamo di vivere, rivelandoci e insieme nascondendoci agli sguardi altrui. Non è un caso che la prima storia della serie riguardi una coppia di nudisti che ammettono di essere a proprio agio senza indumenti addosso … fa pensare a come, ognuno di noi, abbia i suoi parametri e come sia tutto relativo, soggettivo in base a carattere, personalità, esperienza ma anche, sì, cultura e background.

E quindi la moda è una cosa seria e anche intima e profonda e ha a che fare con vissuti, ricordi, storie. E’ parte di noi, delle nostre vite e ci accompagna fino all’ultimo giorno e anche oltre, visto che anche da morti, solitamente, dobbiamo essere vestiti e anche di tutto punto (e c’è chi lascia scritto anche con quale abito).


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