Di Prato e del suo virtuosissimo distretto tessile, in cui spicca la secolare tradizione della rigenerazione della lana, abbiamo parlato diverse volte e in particolare con Silvia Gambi, una collega che quel territorio lì lo conosce bene.

Ora, proprio a Prato, tramite un protocollo d’intesa sottoscritto dall’amministrazione comunale e, tra gli altri, Confindustria Toscana Nord, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e i vari sindacati, sembra si concretizzi l’idea di un Textile Hub; il progetto parteciperà ai bandi del Ministero della Transizione Ecologica per accedere ai fondi del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che l’Italia ha presentato per accedere ai fondi del Dispositivo europeo per la Recovery and Resilience Facility), la cui scadenza è stata prorogata alla seconda metà di marzo.

Ma in cosa consiste questo ‘Textile Hub’? Si tratta di un nuovo impianto di selezione dei rifiuti tessili pre e post consumo che permetta di incrementare il riutilizzo e il riciclo degli stessi; l’impianto dovrebbe garantire di trattare circa la metà di quelli pre-consumo prodotti nel distretto pratese, mentre per quelli post-consumo di coprire il fabbisogno dell’intera regione Toscana.

La tecnologia proposta si presenta tra le più innovative sul mercato europeo e si caratterizza per l’utilizzo di sensori ottici in grado di riconoscere e differenziare i tessuti per tipologia cromatica e di fibra, con una potenzialità di trattamento di 4 tonnellate l’ora. E, naturalmente, l’impianto sarà caratterizzato da un bassissimo impatto per tutte le componenti ambientali.

Come riporta il Next Generation Prato, documento strategico con cui il Comune e tutti gli attori del tessuto economico produttivo della città puntano a cogliere le opportunità di sviluppo offerte dal PNNR e di cui fa parte anche il progetto del Textile Hub, l’obiettivo è insediare a Prato il principale hub tessile nazionale e consolidare il ruolo del distretto pratese come polo tecnologico e operativo del riciclo tessile a livello europeo.

E non è un caso che il progetto arrivi in un momento in cui è entrato in vigore, dal 1° gennaio di quest’anno, l’obbligo di raccolta tessile, in anticipo di ben tre anni, qui in Italia, rispetto al traguardo del 2025 stabilito dall’Unione Europea.

A questo proposito il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha dichiarato che, essendo Prato da sempre la città del tessile e dell’economia circolare, la cernita e il riciclo degli stracci sono sia l’origine del distretto sia il suo futuro.

Che altri distretti possano prendere esempio da questo modello virtuoso.

L’immagine di copertina courtesy Filpucci

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