C’è una cosa che accomuna molte delle storie legate ai marchi etici che racconto qui, oltre al fatto che sono quasi tutte al femminile; l’avevo già accennato parlando di Inkanti di Valerie Cesaratto e di Trame di Stile di Claudia Aureli, lo confermo oggi introducendo Miomojo, il brand di borse vegane fondato da Claudia Pievani nel 2012.

Si tratta di storie di donne con una carriera solitamente ben avviata, con libertà economica e tanti altri vantaggi che, ad un certo punto, sentono l’esigenza di ‘andare oltre’, di fare qualcosa che sia una sorta di ‘missione’, ciò che comunemente viene chiamato ‘lo scopo della vita’.

Per Claudia Pievani questo passaggio coincide con la nascita di Miomojo che, già nel nome, vuole comunicare positività e benessere; il termine ‘mojo’ in inglese indica infatti quel particolare stato psicofisico energetico grazie cui ci si sente in grado di realizzare qualsiasi cosa, una sorta di magia che anima e ispira e che, associata all’aggettivo possessivo ‘mio’, rimanda alle origini italiane del marchio. La scoperta poi, quasi casuale, che in un dialetto del Sud Africa ‘mojo’ voglia dire ‘porta-fortuna’, è la conferma che si tratti della scelta giusta.

Un marchio che Claudia, da sempre appassionata di design, vuole fin da subito cruelty-free, ben consapevole che la pelle è il materiale più utilizzato per gli accessory luxury; trovare un’alternativa con lo stesso valore estetico, evitando ciò che all’epoca, parliamo di quasi un decennio fa, ha a che fare con prodotti sintetici che mancano di qualità e sono anch’essi fortemente inquinanti, non è facile. Però non impossibile.

Un’accurata attività di ricerca (definita “odissea” dalla stessa titolare) porta Claudia a utilizzare, prima l’R-Pet, cioè la plastica riciclata, poi a scoprire le eccezionali caratteristiche dei materiali ricavati, ad esempio, dalle bucce di mela, quella che viene chiamata pelle-mela ed è prodotta dagli scarti delle mele che vengono recuperati, essiccati e macinati ottenendo una polvere poi miscelata con poliuretano e tintura.

La borsetta realizzata con la pelle-mela

Poi è la volta della pelle di cactus, ottenuta cioè dalle foglie più mature del cactus, che vengono raccolte, pulite, triturate, fatte essiccare e poi mescolate con agenti chimici non tossici. Al composto ottenuto vengono date forma, texture e colore, mentre gli interni delle borse sono realizzati in cotone e poliestere riciclato dal PET.

…. e quella realizzata con la ‘pelle’ di cactus

Ma la ricerca di materiali innovativi, organici e riciclati è instancabile tanto che l’obiettivo di Claudia è di arrivare al 2022, quindi all’anno prossimo, con una produzione 100% sostenibile, ricorrendo alle reti da pesca riciclate, al vetro, alle bottiglie di plastica e, oltre agli scarti di mela e di cactus, anche ai fondi di caffè, agli scarti della produzione di vino, menta, mais e molto altro.

Il modello di business di Miomojo ingloba anche dei progetti charity a favore dei diritti degli animali; negli ultimi sette anni il marchio ha raccolto oltre 200.000 dollari per l’associazione animalista Animals Asia che, tra il resto, s’impegna per salvare gli orsi della luna dall’industria della bile. “Dopo essere stata in Cina e Vietnam e aver visitato il santuario di Animals Asia a Chengdu e Hanoi, racconta Claudia Pievani, vedendo con i miei occhi questi animali salvati da atroci sofferenze, che con coraggio si godevano una seconda vita dopo decenni di torture e prigionia, ho deciso di sostenere economicamente gli eroi che hanno reso possibile tutto ciò”.

Nel tempo Miomojo ha esteso il proprio sostegno ad altre organizzazioni benefiche come Mercy for Animals e FOUR PAWS, oltre a numerosi piccoli santuari per animali in tutto il mondo. Perciò è diventata da poco una società benefit, quindi integrando ai classici obiettivi di profitto, quelli sociali e ambientali; di recente l’impegno si è ulteriormente rafforzato aderendo all’1% For The Planet, l’alleanza internazionale tra aziende che devolvono almeno l’1% delle proprie vendite annuali a cause ambientali.

Claudia Pievani ha trovato in Miomojo il proprio ‘Ikigai’ ovvero quel magico punto di congiunzione tra ciò che amiamo fare (passione), ci risulta naturale (vocazione) ma si rivela anche utile al mondo (missione), senza trascurare il necessario riconoscimento economico (professione).

Tra i progetti futuri, la creazione di una linea di scarpe che abbiano le stesse caratteristiche delle borse ovvero design, rispetto e accessibilità ma anche una Fondazione Miomojo per animali e, last but not least, un rescue center Miomojo, che sarà sede della company, ma anche luogo di pace per animali salvati, nonché centro educativo per un futuro più gentile.

Tutte le immagini courtesy @Miomojo


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