Si sa che gli inglesi sono amanti e cultori di fiori e giardini e si sa anche che dai fiori e dalle piante si possono estrarre innumerevoli coloranti da usare anche come tinture tessili, come ci aveva ben spiegato il ‘maestro tintore’ Stefano Panconesi in una delle nostre interviste del mese.

Ecco, il nuovo progetto di Fashion Revolution coniuga proprio l’amore tutto britannico per il verde e il mondo delle tinte naturali con un ‘giardino tessile’ realizzato in collaborazione con la garden & landscape designer Lottie Delamain, che s’ispirerà alle piante da cui si ricavano sia tinture che materiali tessili. Questo giardino speciale sarà presentato il prossimo maggio in occasione della RHS Chelsea Flower Show, la più grande e importante esposizione floreale della Gran Bretagna, anche tra le più antiche e frequentate al mondo.

Il progetto del giardino – courtesy Fashion Revolution

Un giardino bello da guardare ma anche per far riflettere: coloranti chimici e fibre sintetiche dominano tuttora il mondo della moda, le sostanze che finiscono nei corsi d’acqua, sia per la produzione di materiali di derivazione chimica che per le tinture, rappresentano un serio pericolo per la natura coinvolta e la salute umana ma, nonostante ciò, il Fashion Transparency Index 2021 ha rilevato che solo un quarto dei principali marchi pubblica obiettivi misurabili e temporali sulla riduzione dell’uso di tessuti derivanti da combustibili fossili vergini. Più di 15.000 sostanze chimiche possono essere utilizzate durante il processo di produzione tessile, dalle materie prime alla tintura e al finissaggio, ma solo il 30% dei brand dichiara di impegnarsi a eliminare l’uso di sostanze chimiche dannose.

Ecco che allora, realizzare ed esporre un giardino che possa racchiudere in sé il bisogno di un cambiamento radicale nel rapporto con i nostri vestiti, come con la natura in generale, si rivela un’opportunità unica, oltre che un altro modo per esprimere uno dei motti di Fashion Revolution, #WhatsInMyClothes.

Le piante verranno fornite da vivai e coltivatori del Regno Unito, ci saranno fiori di campo autoctoni, poco impegnativi anche in ​​termini di acqua, mentre il design del giardino stesso avrà lo scopo di imitare un tessuto, diviso in blocchi di colore distintivi per dare l’impressione di un materiale intrecciato.

Dopo l’esposizione all’RHS Chelsea Flower Show, che si terrà dal 24 al 28 maggio prossimi, il giardino sarà trasferito alla Headington School di Oxford dove Kate Turnbull, Head of Fashion and Textiles Design, ha sviluppato un nuovo programma che include lo studio delle piante utilizzate per i coloranti e le fibre tessili, la loro propagazione e utilizzo. In questa nuova sede il giardino avrà un doppio ruolo: come esempio pratico di uso tintoreo per gli studenti di Textile Design e come una ‘ruota dei colori’, che ispiri tutti gli studenti sui molteplici ruoli che le piante svolgono nelle nostre vite.

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