Lo sdoganamento della sneaker come scarpa che va oltre l’uso casual/sportivo si può far risalire ormai a diverse stagioni fa e questo trend non sembra perdere terreno, basti pensare all’ultima cerimonia degli Oscar, con il red carpet calcato da diverse scarpe sportive, come quelle della regista Chloé Zhao, vincitrice del miglior film e regia.

Nel microcosmo (che diventa sempre più macro) della moda green, crescono i brand ‘convenzionali’ ed etici che lanciano sneaker ecologiche, io stessa qui nel blog ne ho parlato spesso: da Yatay a Womsh, da Id-Eight a Wao passando per Reebok, impegnata a rendere sempre più sostenibili produzione e prodotti.

Oggi ne presento un altro, di marchio, che ha come mission la produzione di una sneaker sostenibile, con il valore aggiunto della possibilità di riciclo: si chiama .0 ed è nato nel 2020 dal 23enne fiorentino David Braccini, infanzia a stretto contatto con la natura che l’ha ispirato nel suo percorso professionale.

David e il suo team hanno dato vita a una scarpa realizzata con un materiale innovativo che deriva dagli scarti della lavorazione del legno e della carta e che, convertito in bio-polimeri, può essere trasformato e destinato a varie applicazioni. Nel caso della scarpa, una sorta di bio-plastica per la suola (che riprende le stesse nervature del legno, come potete vedere nell’immagine di copertina ma che richiama anche l’impronta digitale umana) ma anche un tipo di filato per la tomaia, caratteristiche che permettono al prodotto di essere riciclato una volta arrivato a fine vita.

Le altre componenti della scarpa vengono stampate in 3D, la tintura avviene senza l’utilizzo di acqua, il tutto realizzato in Italia da artigiani specializzati.

Ancora in fase di test, il vero lancio della sneaker .0 avverrà tramite crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo tra fine giugno e inizio luglio e per sostenere il progetto è possibile iscriversi alla lista d’attesa sul sito del brand. I primi 200 iscritti riceveranno un super sconto sul prezzo del crowdfunding.

A David Braccini piace sottolineare l’idea che ciò che si acquisterà sarà molto più che una scarpa: una filosofia con l’obiettivo di reinstaurare un equilibrio tra uomo e natura impiegando le risorse invece che sfruttarle.

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