Uno dei tanti aspetti da considerare quando si parla di moda etica, è quello legato alla certificazione; un marchio o un’azienda sono sicuramente più credibili se produzione e/o prodotti sono certificati e c’è davvero tutto un mondo dietro questi standard specifici per ogni step della catena di approvvigionamento, dalla materia prima e le sue origini al prodotto finale.

Non è questo l’ambito per parlare di tutte le certificazioni, anche se ci è capitato di nominarne diverse parlando dei marchi o delle aziende che li usano oppure di approfondire il discorso con Stefano Panconesi, tintore naturale e ispettore GOTS (Global Organic Textile Standard), uno che, ad esempio, alle certificazioni tessili ci crede moltissimo.

E uno degli standard che certifica l’impatto positivo sull’uomo e l’ambiente degli interi processi industriali in un’ottica di economia circolare è il Cradle to Cradle® (C2C, noto anche come ‘dalla culla alla culla’), un approccio che tiene in considerazione gli aspetti economici, industriali e sociali, al fine di creare sistemi che non siano solo efficienti, ma che mirino a ridurre gli scarti al minimo. 

Il 16 marzo scorso, due settimane fa esatte, il Cradle to Cradle Innovation Institute ha rilasciato la versione 4.0 di prodotto Cradle to Cradle Certified®; si tratta dello standard più ambizioso e attuabile mai realizzato prima che definisce un prodotto in termini di sicurezza, circolarità e responsabilità ambientale e sociale.

Questa ultima versione della certificazione permette di:

1. Intervenire con priorità su queste cinque aree chiave della sostenibilità:

  • salute dei materiali ovvero garantire che i materiali siano sicuri per gli esseri umani e l’ambiente;
  • circolarità del prodotto ovvero consentire un’economia circolare attraverso la rigenerazione dei prodotti e la progettazione del processo;
  • aria pulita e protezione del clima ovvero proteggere l’aria pulita, promuovere le energie rinnovabili e ridurre le emissioni nocive;
  • gestione di acqua e suolo con la salvaguardia di acqua pulita e suoli sani.
  • equità sociale ovvero rispetto dei diritti umani e contributo a una società equa.

2. Attuare tabelle di marcia per il cambiamento, dall’innovazione di prodotto alle operazioni.

3. Trasformare i modelli di business, i sistemi e la collaborazione lungo l’intera catena del valore.

4. Verificare le prestazioni di sostenibilità e misurare i progressi.

5. Guidare la trasformazione del settore verso un futuro sicuro, circolare ed equo.

“La certificazione Cradle to Cradle è considerata lo standard più affidabile, avanzato e scientificamente dimostrato cui ricorrere per la progettazione e produzione di prodotti che massimizzino la salute e il benessere delle persone e del nostro pianeta, afferma Peter Templeton, presidente e CEO del Cradle to Cradle Innovation Institute. “La quarta versione di Cradle to Cradle Certified si basa su questa eredità; dotando brand, rivenditori, designer e produttori di linee guida attuabili e best practices, si scelgono materiali più sicuri, si promuovono innovazioni significative e si creano prodotti, sistemi e modelli di business che hanno un impatto positivo sugli esseri umani e sull’ambiente di oggi e del futuro”.

Le nuove richieste di certificazione Cradle to Cradle 4.0 saranno accettate dall’Istituto a partire da luglio 2021. Un altro passo avanti verso una gestione meno impattante dell’intero ciclo produttivo.

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